Il "Gioco dei reggiseni" fa impazzire i maschietti di Facebook

Non è la prima volta che la facilità di condivisione di un messaggio tramite il social network per eccellenza, facebook, da origine a qualche “bizzarro” fenomeno. Questa volta a impazzire però sono stati i maschietti del web. Infatti da giorni gli stati delle ragazze hanno iniziato a cambiare come fossero tutte di comune accordo: “nero”, “bianco”, “verde”, “blu”, ecc… I colori, ovviamente nessuno del popolo maschile poteva saperlo, si riferiva al reggiseno indossato in quel momento dalle ladies. Neanche fossero tanti pesciolini subito i maschietti hanno abboccato all’esca: “che succede?”, “??”, “che vuol dire?”; questi sono solo alcuni dei commenti, alcuni più classici, altri più particolari, che è possibile trovare online sotto a qualche colore. Ma le sorprese non finiscono qui.

Il gioco, che sulle prime sembrava semplicemente la burla di un qualche utente annoiato (finlandese, si mormorava) si è poi scoperto essere un “trucchetto” per una campagna di sensibilizzazione a favore della prevenzione del tumore al seno. Il tutto sembra infatti essere un preciso piano per attirare l’attenzione dei media, così da dare una certa visibilità al fenomeno. Tuttavia è ancora sconosciuto il creatore effettivo di questa particolarissima “catena di sant’antonio” anche se sembra che il tutto sia partito da Detroit, USA.

ale

Il vostro aspetto in vecchiaia? Ve lo dice Facebook!

Avete mai sognato di vedervi tra 20-30 o 40 anni? Come sarà il vostro viso? E questo lo scopo dell’applicazione che vi presentiamo oggi.

MirrorMe permette di invecchiare le foto, e lo fa direttamente su Facebook. Scattate o scegliete una vostra foto (o di un amico) e invecchiatela. E’ consigliabile usare una foto del volto con uno sfondo pulito. (qui degli esempi di foto da usare)

Applicazioni Facebook: foto del giorno (pics of the day)

Ora ditemi,milioni di facebokkiani che usate questa application,dove quest'ultima risulta essere utile,divertente,particolare o innovativa? Dove? Nessuno di questi aggettivi che ne renderebbero lecito l'uso si associa bene a "Foto del giorno". Tra l'altro un nome paggiore non potevano darglielo,ma ammetto che ha il suo effetto. La gente 2.0 è presissima da questa roba,ogni volta che apro la pagina delle notizie recenti trovo qualcuno che ne ha fatto uso (si,come se fosse una droga..). Poi guardo il suo ratin mondiale e scopro che è 2 stelle su 5.Scandaloso.


Ti viene chiesto il consenso per elaborare tutti i tuoi dati,quando l'unica cosa che fa davvero è selezionare un'immagine qualunque dalle tue foto tramite un comando random. Anzi no! Scherzavo. Ne seleziona ben 20 e ti fa scegliere quale pubblicare sulla bacheca,scrivendogli sopra " Ehi amici,guardate la mia foto del giorno!".

Però alla fine tantissime persone utilizzano questa applicazione,la valutano pessima ma gli sviluppatori se ne fottono e continuano a guadagnare con le pubblicità presenti in ogni angolo di "Foto del giorno". Si,cè anche tantissima gente,credetemi,che clicca i banner perchè ne rimane attratta oppure risponde a domande del tipo "In questa immagine vedi un coniglio,un'anatra o entrambi?". Rispondi e finisci diretto su un sito che richiede la sottoscrizione di un "semplice e non viincolante"abbonamento. Bam! Indebitato e con un problema in più da risolvere nella vita.

Datemi retta,evitate di usare applicazioni come questa perchè primo non farete bella figura nel fb dei vostri amici,che si saranno anche rotti di vedere le vostre foto del giorno (e i vostri fottuti amici del giorno,perchè esiete anche questa!) e secondo rischiate di cliccare qualcosa di sbagliato (pulsanti e banner ingannevoli) che vi porta solo a fastidiose finestre o problemi vari.

Concludo dicendo,questa applicazione è una SHIT! Boicottiamola.Così è deciso.

ale

Risolvere tutti i problemi della chat di Facebook ? Finalmente la soluzione: Chit Chat!


Alzi la mano chi non ha mai avuto problemi con la chat di Facebook? :D Praticamente impossibile! Sta troia si blocca o impalla tutto nei momenti più importanti di una conversazione con i conseguenti "Scusa ma la chat..." "Sta chat di merda si blocca!!" e le risposte "Si,anche a me lo fa" o "porca puttana che schifo..cmq dicevi?!"
Ecco perché alcuni sviluppatori hanno pensato di creare un software che permette di chattare con i contatti di Facebook comodamente dal desktop. Eh bhe,devo dire che funziona benissimo. Per questo motivo ho deciso di dire basta alla chat aperta sul browser e ho scaricato questo leggerissimo programma.
Si chiama Chit Chat,e se non è volto alla rivoluzione del modus operandi del popolo drogato di facebook, perlomeno farà pensare qualche rimedio agli sviluppatori americani di FB. D'altronde,se cè qualcuno che crea qualcosa del genere,risulta ovvio che questo tende a voler risolvere un problema. Esistente! Vedremo in futuro,come sempre senza alcuna fiducia...

Scarica Chit Chat

Vantaggi di Chit Chat for Facebook

  • Divertente e gratuito - Chatta con i contatti di Facebook in modo pratico e divertente, senza dover navigare su Facebook
  • Liberati dal browser - Non è richiesto tenere il browser attivo e collegato a Facebook
  • Semplice da usare - Scarica, installa ed accedi con il nome utente e la password di Facebook - facile!
  • Popolare? - Interfaccia a tab veloce ed immediata che rende facile parlare con più amici contemporaneamente.
  • Notifica di Messaggio Istantaneo - Ti avvisa della ricezione di un messaggio istantaneo. 
Lista Amici di Chit Chat for Facebook

 FBStaff

Scoprire chi è online su Facebook (e non offline) !

Chiunque usa Facebook è a conoscenza dell’esistenza della funzione ‘offline’ della chat.
Tramite questa funzione è possibile essere ‘invisibili’ agli occhi degli altri contatti, ai quali non apparirà nella lista degli amici disponibili per la chat, il nostro nome.
Bhè, se sospettate che qualche vostro contatto sia sempre offline, Online Now è l’applicazione che fa per voi.

Online Now è un’applicazione accessibile direttamente tramite Facebook digitando nell’apposita barra di ricerca il nome dell’applicazione.
Il servizio offerto consente di controllare se tutti i contatti marcati come offline sono veramente non connessi o sono semplicemente invisibili!
Insomma davvero un’applicazione interessante e utile, anche se come per ogni cosa c’è il rovescio della medaglia….quando non vorremo far sapere di essere stati su Facebook, dovremo stare molto attenti!!

ale
FBS Staff

Scoprire chi mi elimina dalla lista amici di Facebook? Si può!

Stavolta possiamo sgamarli! Chi? Tutti coloro che,in stile Buscetta, decidono per qualche motivo di cancellare la nostra amicizia, di eliminare la nostra connessione…insomma di tagliare i ponti!
Per farlo è necessario avere Firefox come browser.Apro una parentesi dicende che Mozilla non è necessario solo per queste cagate,ma è necessario per essere dei web-surfer migliori. Con Firfox potete fare di tutto,pure entrare nei dabase della Bank of America...se siete bravi... In confronto allo schifo immane di IExplorer (noto per essere zeppo di blocchi e avvisi inutili,ndr ) gli sviluppatori della volpe hanno fatto un lavoro eccelso e la grandissima quantità di estensioni oper-source (gratuite) messe a disposizione dall'utenza competente lo rende il web Browser migliore del mondo (al secondo posto troviamo Safari).

Ma,tornando a noi... Prima di tutto bisogna installare un plugin di nome Greaser (una estensione per Firefox), dopodichè si può utilizzare Facebook Friends Checker. Si tratta di un semplice script che vi avvisa ogni volta che un amico (o presunto tale) vi cancella dalla sua lista.

Eh si perchè dopo i suicidi su Facebook, tradimenti che pongono fine ai matrimoni, licenziamenti dal lavoro e robe del genere c’è anche il rischio di perdere amici. Altro che Second Life,noi ormai viviamo la prima vita su Facebook e la seconda nella realtà... Pazzesco,anche se non troppo per qualcosa creato da una Company (la Facebook Inc.) che fattura due milioni di dollari a settimana. Stupiti? No,siamo stupidi. Infondo a chi non veniva in mente di creare qualcosa del genere...

Vabbè,ora grazie a questo metodo ne sapete una in più. Sinceramente,per me, è più probabile fare amicizie o consolidarle ma se qualcuno ci tradisce ora sappiamo come scoprirlo senza doverci ragionare troppo. Non tutti hanno come punto di forza la memoria.

ale
FBS Staff

Facebook e i social network : come funzionano e cosa cè dietro al grande successo

http://millyfellino12.files.wordpress.com/2009/06/ilikesocialnetwork-thumb-440x330.png?w=440&h=330

La parola più cercata su Google nel 2009? Facebook. E la scelta dell'Oxford Dictionary come parola dell'anno? "To unfriend", letteralmente "disamicare" cioè,come ben saprete,cancellare un utente dalla propria lista amici di Facebook. Non è che uno dei sintomi del boom italiano e planetario dei cosiddetti social network, ovvero delle "reti sociali" che servono a connettere le persone tra di loro. Piattaforme gratuite che consentono di inserire testi, immagini e video, scambiandosi informazioni, saperi, idee, conoscenze ( e chiacchiere da bar condite saporitamente da mille cazzate).

 
Un veicolo pubblicitario

Oggi nel mondo sono collegate da Facebook circa 350 milioni di persone, oltre 17 milioni in Italia. L’Italia è uno dei paesi in cui c’è stato maggior incremento: +135% nel 2008. La maggior parte degli utenti sono ultratrentacinquenni. Una miniera d’oro per i pubblicitari: perché la funzione di Facebook e di molti altri social network – il fatto per cui sono gratuiti – è veicolare pubblicità alle persone giuste. Facebook sa chi siamo, attraverso le nostre foto, i discorsi che scambiamo con gli amici, i nostri commenti, e così carpisce i nostri gusti. Tuttavia secondo il sondaggio SicuramenteWeb, progetto di responsabilità sociale di Microsoft in collaborazione con Polizia di stato, solo il 49% degli utenti italiani sa quali sono i dati in possesso dei social network, mentre il 41% crede che questi ultimi non possano fare della pubblicità mirata in base al proprio profilo inserito in rete. Eppure è così: tutto ciò che inseriamo su Facebook, è di proprietà di Facebook che può usare queste informazioni come meglio crede. Cioè per trarne vantaggi pubblicitari. Tanto che il guadagno settimanale della compagnia – una società di diritto americana, la Facebook Inc. – sarebbe, secondo stime risalenti al 2006 e riportate dalla enciclopedia on line Wikipedia, di 1,5 milioni di dollari. La società russa Digital Sky Technologies avrebbe valutato la società 6,5 miliardi di dollari. "È evidente – spiega Massimo Zamperini, chief technology officier di Value Team, una delle più importanti aziende europee di information technology - che chi invia messaggi pubblicitari al grande pubblico è sempre più preoccupato per il raggiungimento del target, cosa che la tv generalista, ad esempio, assicura sempre meno. Ma se un’azienda va in un ambiente in cui c’è passaparola, la comunicazione pubblicitaria è efficace più che altrove". Negli Stati Uniti, secondo stime della società di consulenza per il marketing "tecnologico" Altimeter Group, le aziende attive su Facebook hanno visto crescere i loro fatturati del 18%, nonostante la crisi.
 
La rete come socialità
Mica male per una piattaforma nata nel 2004 appena, da un’idea di Mark Zuckerberg, studente diciannovenne di Harvard. Facebook non è che uno dei tanti social network diffusi nel mondo. Secondo Wikipedia – che, a suo modo, è a sua volta un social network – i più seguiti sono circa una ventina. I più diffusi, oltre a Facebook, sono Twitter e Myspace. "I numeri della diffusione dei social network - prosegue Zamperini - ci fanno capire che ormai siamo praticamente tutti connessi. Perché i social network in generale, e Facebook in particolare, sono semplici da usare. Sono gratuiti. Danno una risposta alla attitudine intrinseca di Internet e cioè al bisogno di socialità. E non sono un mondo altro, come potevano essere Second Life e le chat dove ci si costruiva un doppio della nostra identità. Le reti sociali sono il mondo reale, popolato da identità reali. Infatti sono poche le persone che usano le reti per conoscere nuove persone. Ciò che ci importa è rimanere in contatto con chi conosciamo già. Ed è molto più divertente rivelare la propria identità piuttosto che nasconderla". Al massimo, dicono le statistiche, conosciamo gli amici dei nostri amici, ma l’attività maggiore – cioè scambiarsi informazioni, foto, video – è con chi conosciamo già. Oppure discutere di politica o di qualsiasi altro tema con chi come noi è interessato alla medesima questione, o magari con un autorevole esperto del settore, un po’ come accadeva nei newsgroup, i gruppi di discussione che sono nati assieme ad internet. "Le reti sono anche il luogo dove trovare cose che non sapevi di voler trovare – spiega Nicola Bigi, ricercatore al dipartimento di Scienze sociali, cognitive e quantitative dell’università di Modena e Reggio – è un luogo dove girano informazioni diverse da quelle dei media tradizionali. Stimolano l’immaginazione in modo più complesso e fantasioso. E inoltre è ormai chiaro che la cosa più interessante di quello che succede con i social network è quello che succede off line, non on line". Accadono off line, infatti, le manifestazioni organizzate attraverso i social network. Off line si discute in parlamento di quello che viene dibattuto on line. Off line si vincono elezioni che si sono anche in parte già vinte on line, se è vero – come dice uno dei guru dell’informatica, Nicholas Negroponte – che Obama ha vinto le elezioni grazie a You Tube, l’archivio visuale della rete. "L’intuizione di Obama – spiega Bigi – è stata quella di costruire la sua agenda politica attraverso i social network. Ma a casa nostra quasi nessun politico, e anche pochissime istituzioni, sanno capire le potenzialità di questo nuovo strumento. Usare questa nuova modalità comunicativa significa metterci la faccia... mentre per i più è solo un altro modo di contattare potenziali elettori, non di mettersi dalla parte dei cittadini e condividerne le esigenze. Normalmente i luoghi come Twitter e Facebook vengono usati dai politici solo per rilanciare interviste rilasciate alla tv o alla stampa". "La novità politica dei social network è che chiunque di noi, in potenza, può denunciare un torto o un’ingiustizia, anche piccola, a livello locale, che senza questo nuovo strumento non sarebbe mai emersa. Magari perché avviene lontano dalle telecamere o dallo sguardo di un cronista", conferma Zamperini. O anche perché i media tradizionali sono imbavagliati, come è accaduto in Iran, dove la rivoluzione verde è stata raccontata via telefonino attraverso Twitter e anche i telegiornali tradizionali rilanciavano le immagini sgranate riprese fortunosamente dai cellulari. Oppure perché, semplicemente, i media non ci sono, e - come dopo la catastrofe a Haiti - le persone sono totalmente isolate. Tranne che per i social network che, anche in quel caso, sono diventati l’unico legame tra i terremotati e il resto del mondo.
"Sempre di più i media tradizionali devono occuparsi di ciò che avviene on line, anche a livello politico – spiega Fabio Giglietto, docente di Teoria dell’informazione all’università di Urbino – e devono trovare un modo di includere questi contenuti generati dagli utenti. Così stiamo assistendo a una sorta di cooperazione tra strutture, quelle generate dal basso e quelle dall’alto. Credo comunque che si rischi spesso di fare molto retorica sui fenomeni di aggregazione dal basso. Nel caso del successo di Obama, ad esempio, non c’è stata alcuna forma di autoregolazione dal basso, ma uno staff di gente molto competente che ha consentito a chi sosteneva il candidato di autorganizzarsi. È anche il caso di Wikipedia, la libera enciclopedia on line, organizzata su un gruppo di volontari che moderano, coordinano e controllano le pagine modificate dagli utenti, ovvero i contributi di una pluralità di compilatori competenti in determinati ambiti. Il risultato finale è un modello organizzativo ad elevata partecipazione che sembra generare benessere collettivo molto più di quanto non facciano i modelli tradizionali".
 
I tentativi di censura
Ma in rete non è tutt’oro quel che luccica. Anzitutto perché possono passare contenuti odiosi, discriminatori o minacciosi. Controllarli? Difficile, la rete non si imbavaglia e il vantaggio che se ne trarrebbe sarebbe del tutto inferiore al danno complessivo, cioè la censura su tutti i contenuti. "Sulla rete c’è di tutto, ovviamente, e non per colpa della rete. Non è che quando è stata inventata la stampa siamo diventati tutti degli intellettuali. Come nel mondo ci sono maniaci e psicopatici, così anche nella rete. Ma questo non mi scandalizza - spiega Zamperini - perché mi costringe a fare i conti con una realtà spiacevole e a combatterla". Insomma, non è il mezzo in sé a far male e Internet non è diversa dalla realtà, in cui vigono leggi che devono essere rispettate. Negli Usa Obama riceve intimidazioni continue attraverso Internet, ma a nessuno viene in mente di censurare la Rete. Così il governo ha – per il momento – rinunciato alla scellerata ipotesi di una legge di censura dei contenuti delle reti sociali, ipotesi che era emersa nei giorni seguenti all’aggressione al premier Berlusconi. Il ministro Maroni ha comunque annunciato l’apertura di un tavolo di dialogo coi gestori dei maggiori gestori di social network per individuare procedure di autoregolamentazione che consentano di intervenire qualora si ravvisino violazioni di legge.

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